PREMESSA: ANALISI DEL BISOGNO

Il contesto in cui nasce il progetto deriva dalla consapevolezza che la cultura non solo è il cuore pulsante dell’identità e della memoria collettiva dei cittadini, ma per tutti i Paesi europei è anche un importantissimo fattore di crescita economica in un momento di crisi: un recente studio condotto per la Commissione Europea ha evidenziato che ogni nuovo posto di lavoro creato nel settore della cultura, in questi ultimi anni, ne ha generati mediamente altri 26,7 nell’indotto, mentre ogni nuovo posto di lavoro nell’industria automobilistica ne ha generati mediamente solo 6,3.

C’è tuttavia da considerare che l’industria culturale eturisticaeuropea oggi non è distribuita uniformemente, ma tende a concentrarsi in parte rilevante nelle grandi città (come Parigi, Londra, Roma) o in alcune località famose (es. in Italia Firenze, Venezia, Pompei), lasciando invece buona parte dell’Europa “minore” (ma solo di fama) senza soldi da investire per sviluppare analoghe attività e captare quindi una quota significativa dei flussi turistici.

D’altronde, in un mercato turistico globalizzato in cui in Europa tendono sempre più ad arrivare turisti da altri continenti spesso interessatia viaggi a tema (enogastronomia, musica, arte figurativa, archeologia, ecc.) di 7/15 giorni trasversali rispetto a tutta l’Europa, ha certamente molto senso che ci si proponga di attrezzare anche l’Europa “minore” della cultura e del turismo ad essere capace di proporsi e di vendersi in una dimensione “transnazionale”.

L’ASSOCIAZIONE LOMBARDA

Poiché la Lombardia ha la caratteristica di avere sul suo territorio molte delle realtà di Europa “minore” sopra descritte, nel 2018 a Bergamo, su impulso della Fondazione Lemine (organismo di Almenno San Bartolomeo preposto alla tutela e alla salvaguardia del Romanico degli Almenno), è parso opportuno dare vita a una associazione di piccoli Comuni (cioè con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti) sul cui territorio si trovano patrimoni culturali di rilievo.

Soci fondatori dell’Associazione sono la Provincia di Bergamo e i Comuni di Almenno San Bartolomeo (Bandiera Arancione del Touring Club), Almenno San Salvatore (sul cui territorio si trova il Convento di San Nicola, Luogo del Cuore FAI), Bonate sotto (Basilica di Santa Giulia, Luogo del Cuore FAI), Capriate San Gervasio (Crespi d’Adda, patrimonio UNESCO), Cologno al Serio, Lovere, Pagazzano, Parre, Rovetta, Sotto il Monte, Taleggio e Torre de Busi, a cui si sono poi aggiunti i seguenti Comuni: San Pellegrino, Solza, Caprino Bergamasco, Gromo, Fuipiano Valle Imagna.

Finalità dell’Associazione

Scopo primario dell’Associazione è di creare una rete regionale delle piccole comunità ove storicamente è venuto a svilupparsi un significativo patrimonio di beni culturali, in maniera tale che tra le singole comunità aderenti possano stabilirsi rapporti di reciproco scambio informativo, di fattiva collaborazione alle attività di studio, conservazione, gestione e valorizzazione dei loro beni culturali, nonché di ausilio ad una migliore conoscenza, tanto in ambito nazionale che internazionale, delle medesime: a tal fine è stata stipulata una convenzione con la Fondazione Lemine per la fornitura di servizi di natura turistico-culturale e di consulenze di tipo scientifico, amministrativo e organizzativo.

In secondo luogo, con diretto riferimento alla dimensione europea di cui si è parlato in premessa, l’Associazione si prefigge lo scopo di costituire, insieme alle associazioni omologhe sarde e del Baden-Wuerttemberg, il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale «Small Communities with Great Cultural Heritage».

Il GECT è un soggetto specificamente dedicato alla gestione e all’implementazione di programmi o progetti di cooperazione territoriale co-finanziati dall’Unione Europea tramite il Fondo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE) e/o il Fondo di Coesione; può però usare anche tutti gli altri strumenti finanziari della UE o semplicemente svolgere compiti di cooperazione territoriale anche senza co-finanziamento europeo (in questo caso sia con risorse proprie che con co- finanziamenti di soggetti terzi diversi dalla UE). Una nota molto interessante consiste nel fatto che mentre i FESR e gli FSE che vengono oggi gestiti dalle entità sub nazionali non sono che quote più o meno ampie delle più ampie “fette” nazionali contrattate dai rispettivi Stati membri a Bruxelles, i fondi per i GECT sono fuori da questa ripartizione organizzata sempre per Stati nazionali di appartenenza, visto che i GECT sono transnazionali.

Chi può aderire all’Associazione
I piccoli Comuni con meno di 15.000 cittadini, gli enti locali e gli enti territoriali (ivi comprese le Aree metropolitane) aventi sede nel territorio lombardo riconosciuti come custodi sui propri territori di grandi beni culturali possono far parte dell’Associazione Lombarda Piccole Comunità con Grandi Patrimoni Culturali.

Come aderire
L’adesione comporta una richiesta formale – nella forma di Delibera di Consiglio – da inoltrare all’associazione (info@gectlombardy.com): una volta che la richiesta sia stata approvata dall’Assemblea dei Soci, il richiedente diviene membro a tutti gli effetti, è tenuto a versare la quota associativa annuale (fissata per i Comuni in 200,00 euro e per gli altri enti in 1.000,00 euro) e può usufruire di tutti i vantaggi riservati ai soci.

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